Composito negli argomenti e nella stesura, Niente di naturale affronta il tema del giardino e di quanto gli si riconosce come affine nell’ambiente e nella società. I brevi saggi e le “cartoline” di cui il libro si compone sono distribuiti su quattro sezioni: le prime due sono riservate ai testi originali, le seconde raccolgono alcuni contributi ospitati in precedenza sul periodico Rosanova e sul blog Greenregards. A stabilire la continuità nel testo è soprattutto l’interesse dell’autore nella ricostruzione di un quadro generale organico dei fenomeni, sia che scriva di Ippolito Pizzetti o di Pia Pera e del loro ruolo nella cultura italiana del giardino, sia che si occupi dei meccanismi di una mostra mercato o di un pollaio cuneese.
Dalla IV di copertina
Verrebbe voglia di rovesciare un secchio di polvere su tutte le città e calmare gli incendi; ripassare a vedere il giardino spento, dopo circa un’ora e mezza. Con tutta la magnificenza affidata di nuovo alle costellazioni, alle aurore permanenti, ai fiori spontanei, temporanei, dei temporali.
Daniele Mongera è nato a Portogruaro nel 1964. Ha pubblicato Bustine di Flora (Vittorelli Edizioni, Gorizia 1999), I giardini di San Liberato (Grandi Giardini Italiani, Como 2009) e Uitanubi (Maestri di Giardino Editori, Vezza d’Alba 2015). È direttore editoriale di Officina Naturalis.
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